Coltivare marijuana per uso personale è reato?

In questo articolo risponderemo ad una domanda che molti si pongono; Coltivare marijuana per uso personale è reato oppure no.

La domanda; coltivare la cannabis per uso personale, è reato oppure no? E ‘un annosa questione su cui c’è molta confusione anche nell’opinione pubblica per le contrastanti notizie che vengono diffuse negli organi di stampa.

Questa confusione non è altro che il risultato della divergenza di opinioni che c’è nell’interpretazione della legge da parte dei tribunali delle corti di appello nonché della suprema corte di cassazione.

Coltivare marijuana è reato?

Il dubbio è assai diffuso perché molti assuntori abituali di hashish e di marijuana scelgono la strada della produzione impropria coltivando due o tre piante di cannabis. Questo principalmente per due motivi in primis; per ragioni di salute, difatti chi compra dal mercato illegale non sa da dove venga il prodotto né con quali altre sostanze sia stato tagliato.

Coltivare marijuana per uso personale è reato?
Coltivare marijuana per uso personale è reato?

In secondo luogo per evitare di finanziare la criminalità organizzata che gestisce lo spaccio degli stupefacenti. Vediamo che cosa si rischia in generale in caso di grandi coltivazioni di cannabis. In questo caso, è prevista la pena della reclusione in carcere da due a sei anni nonché la multa da euro circa cinquemila fino a settantasettemila euro.

Se invece, la coltivazione della marijuana è di lieve entità è prevista la reclusione in carcere da sei mesi fino ai quattro anni e una multa che va dai circa mille fino ai diecimila euro. Per capire se il fatto sia lieve, si valuta la quantità della sostanza stupefacente, i mezzi, le modalità e le circostanze dell’azione.

Coltivare marijuana per uso personale: Si rischia un processo penale?

Assolutamente sì. Le sentenze dei tribunali delle corti di appello della suprema corte di cassazione non seguono un indirizzo univoco come già anticipato e poi perché la legge punisce lo spaccio o la cessione a terzi ma la coltivazione in se. Possiamo distinguere tre indirizzi che sono stati adottati dai tribunali dalle corti d’appello e dalla suprema corte di cassazione.

Primo orientamento

Il primo ritiene che è punibile la coltivazione a prescindere dall’uso personale fin dal momento della semina. Un esempio di questo orientamento e una sentenza del 2016 della suprema corte di cassazione ove si afferma che ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti.

Questo neppure quando risulti l’assenza di principio attivo ricavabile nell’immediatezza. Infatti, è sufficiente che gli arbusti siano prevedibilmente in grado di rendere all’esito di un fisiologico sviluppo quantità significative di prodotto dotato di effetti droganti. Ciò in quanto il coltivare è l’attività che si riferisce all’intero ciclo evolutivo dell’organismo biologico.

Secondo orientamento

Il secondo ritiene che per integrare il reato di coltivazione sia sufficiente la conformità della pianta al tipo botanico di cannabis vietato e pertanto, la sua attitudine a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente. Un esempio di questo orientamento è una sentenza del 2016 della suprema corte di cassazione che afferma che ai fini della punibilità della coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti. L’offensività consiste nella sua idoneità a produrre la sostanza per il consumo.

Questi orientamenti non consentono alcuna giustificazione di uso personale perché sono ancorati ad una interpretazione letterale della legge. Una sintesi di questa interpretazione è una sentenza del 2018 dove si afferma che costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione delle piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti anche quando sia realizzata per la destinazione del prodotto ad uso personale.

Terzo orientamento

Il terzo orientamento invece si riferisce a differenza dei precedenti orientamenti, alla capacità dello stupefacente ad essere diffuso nel mercato. Pertanto, elementi indiretti di valutazione sono l’uso personale e la minima quantità di sostanza stupefacente producibile. Un esempio di questo orientamento è una sentenza del 2018 della suprema corte di cassazione.

In questo esempio si afferma che deve escludersi la sussistenza del reato di coltivazione non autorizzata di piante da cui sono ricavabili sostanze stupefacenti qualora il giudice accerti l’inoffensività in concreto della condotta per essere questa di minima entità tale da rendere sostanzialmente irrilevante l’aumento di disponibilità di droga e non prospettabile alcun pericolo di ulteriore diffusione di essa.

Coltivare marijuana per uso personale: La situazione

La situazione è molto confusa, e il rischio è che due persone che abbiano commesso lo stesso identico fatto rischino una, di essere assolta e l’altra di essere condannata a seconda dell’orientamento. Pertanto, due sono gli effetti certi in questi casi. Innanzitutto si subisce un procedimento penale ed inoltre si subirà un danno non solo economico perché si dovranno pagare le spese processuali ma anche emotivo perché il processo penale è un danno in sé a prescindere.

Poi, dall’eventuale condanna sarebbe quindi necessario un intervento chiarificatore della corte di cassazione a sezioni unite che hanno in questo caso una funzione di unificare l’interpretazione della legge ma ancora meglio, sarebbe necessario un intervento del parlamento che chiarisca a questo punto la legge.

Processo penale per coltivazione di marijuana

Qualora vostro malgrado vi doveste trovare in questa situazione, impostate bene il processo con quanti più elementi possibili per dimostrare l’uso personale. A tal riguardo può essere utile una perizia tossicologica per accettare il proprio stato di assuntore abituale nonchè che dalla sostanza stupefacente siano ricavabili solo poche dosi in questa è la via per ottenere una sentenza di assoluzione.

Ma il consiglio migliore che si può dare in questi casi è la prevenzione; per nessun motivo non coltivate marijuana per scopi personali. Se vi serve marijuana terapeutica, ve la può descrivere il vostro dottore (Se ne avete veramente bisogno). Se vi serve per scopo ricreativo, scordatevelo. La cannabis non deve mai essere assunta solo a scopo ricreativo.

Attenzione: Articolo pervenuto per email, fonte sconosciuta. Le informazioni di questo articolo possono cambiare in qualsiasi momento in base alle norme delle leggi Italiane.

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